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Su Appuntamento

Domenica

Chiuso

Parcheggio Privato

Gratuito

1. SITUAZIONE

Paziente di 60 anni con denti gravemente compromessi dalla parodontite, perdita ossea e alcuni impianti non più recuperabili.

2. TRATTAMENTO

Rimozione degli elementi compromessi, inserimento di nuovi impianti, ricostruzione dell’osso e sedazione profonda. Denti provvisori fissi consegnati lo stesso giorno.

3. RISULTATO

Protesi definitiva in ceramica su entrambe le arcate, funzione e estetica ripristinate. A 10 anni tutto stabile, senza usura né complicanze.

Caso iniziato nel 2010. Paziente uomo di 60 anni con estrazione dei denti parodontali ed inserimento di 8 impianti in sedazione profonda. 4 impianti già presenti vengono lasciati in sito mentre 2 impianti vengono estratti. Nel corso della chirurgia si procede a rigenerazione di osso perduto per patologie parodontali o di atrofia da estrazione remota.

Si caricano gli impianti con 2 bloccaggi provvisori stesso giorno dell’intervento utilizzando anche gli impianti già osteo-integrati. Dopo un anno di terapie si procede alla consegna del manufatto ceramico di entrambe le arcate.

A distanza di 10 anni dall’esecuzione della terapia il paziente non presenta usura della protesi ne alterazioni dell’osso o dei tessuti molli intorno agli impianti.
Il paziente segue uno scrupoloso programma di igiene ogni 4/6 mesi con controlli occlusali e radiografici annuali.

1. SITUAZIONE

La paziente, 74 anni, aveva una protesi superiore combinata e una inferiore mobile da oltre 30 anni. Il forte riassorbimento osseo mandibolare rendeva la protesi inferiore instabile, causando difficoltà nel parlare, masticare e dolori muscolari e articolari.

2. TRATTAMENTO

Dopo un esame TAC, sono stati inseriti tre impianti nella zona mentoniera. L'eccellente stabilità ha permesso il carico immediato. Contestualmente, è stato eseguito il riadattamento occlusale della protesi superiore.

3. RISULTATO

La paziente ha ritrovato stabilità, comfort e capacità masticatoria già dopo pochi giorni. Grande soddisfazione per la possibilità di tornare a gustare cibi che non riusciva più a mangiare da anni.

Paziente : donna di 74 anni portatrice di una protesi superiore combinata (corone fisse su alcuni denti con attacchi di precisione per uno scheletrato in lega).

Inferiormente portatrice di una protesi mobile da più di trentanni con un forte riassorbimento della mandibola. A causa della perdita del fornice e della presenza d inserzioni muscolari (lingua) nella parte di mucosa dove poggiava la protesi, la paziente lamentava un forte disagio dovuto all’ impossibilità di mantenere stabile la protesi totale inferiore durante la fonazione e la masticazione. Inoltre risultava molto dolente alla palpazione dei muscoli temporali e dell’articolazione temporo – mandibolare (ATM). Si decide di ricorrere all’inserimento di tre impianti in zona mentoniera dopo aver eseguito una TAC . per un maggior confort della paziente si procedeva ad un carico immediato anche al notevole torque di inserimento degli impianti nell’osso. La paziente manifestava un evidente entusiasmo dopo pochi giorni dalla consegna della nuova protesi inferiore e del riadattamento occlusale di quella superiore, raccontandoci come finalmente aveva potuto mangiare e masticare cibi che non degustava da anni!

1. SITUAZIONE

Denti usurati e instabili, con problemi che rendevano difficoltosa la masticazione e compromettevano l’estetica del sorriso, oltre a creare disagio nella vita quotidiana. Precedenti riabilitazioni insufficienti non avevano risolto il problema, lasciando una compromissione funzionale significativa e una necessità urgente di ripristino osseo. Un intervento parziale, che sarebbe stato più semplice da eseguire, non avrebbe potuto garantire né una stabilità adeguata né risultati duraturi nel tempo.

2. TRATTAMENTO E RISULTATO

Trattamento: È stata eseguita una riabilitazione implantoprotesica completa, con pianificazione accurata per ristabilire funzione, equilibrio e armonia del sorriso, garantendo posizionamento stabile degli impianti. Risultato: Sorriso naturale e proporzionato, masticazione migliorata e comfort aumentato, impianti stabili nel tempo, estetica e funzionalità recuperate con intervento sicuro e duraturo grazie a diagnosi e pianificazione precise.

Il paziente presentava compromissione significativa degli elementi dentari, con usura, instabilità e riabilitazioni precedenti non più adeguate, compromettendo masticazione, funzione e armonia del sorriso. L’ortopanoramica pre-trattamento evidenziava la necessità di un approccio globale, per ripristinare supporto osseo e stabilità funzionale. È stata quindi eseguita una riabilitazione implantoprotesica completa, con pianificazione dettagliata degli impianti e delle strutture protesiche, garantendo equilibrio, estetica naturale e comfort masticatorio. L’ortopanoramica post-trattamento conferma corretto posizionamento e stabilità a lungo termine. Il sorriso appare proporzionato, naturale e funzionale, con miglioramento evidente di espressività, comfort e capacità masticatoria, dimostrando l’importanza di diagnosi e pianificazione accurate per un risultato duraturo.

1. SITUAZIONE

La paziente, 74 anni, aveva una protesi superiore combinata e una inferiore mobile da oltre 30 anni. Il forte riassorbimento osseo mandibolare rendeva la protesi inferiore instabile, causando difficoltà nel parlare, masticare e dolori muscolari e articolari.

2. TRATTAMENTO

Dopo un esame TAC, sono stati inseriti tre impianti nella zona mentoniera. L'eccellente stabilità ha permesso il carico immediato. Contestualmente, è stato eseguito il riadattamento occlusale della protesi superiore.

3. RISULTATO

La paziente ha ritrovato stabilità, comfort e capacità masticatoria già dopo pochi giorni. Grande soddisfazione per la possibilità di tornare a gustare cibi che non riusciva più a mangiare da anni.

Paziente : donna di 74 anni portatrice di una protesi superiore combinata (corone fisse su alcuni denti con attacchi di precisione per uno scheletrato in lega).

Inferiormente portatrice di una protesi mobile da più di trentanni con un forte riassorbimento della mandibola. A causa della perdita del fornice e della presenza d inserzioni muscolari (lingua) nella parte di mucosa dove poggiava la protesi, la paziente lamentava un forte disagio dovuto all’ impossibilità di mantenere stabile la protesi totale inferiore durante la fonazione e la masticazione. Inoltre risultava molto dolente alla palpazione dei muscoli temporali e dell’articolazione temporo – mandibolare (ATM). Si decide di ricorrere all’inserimento di tre impianti in zona mentoniera dopo aver eseguito una TAC . per un maggior confort della paziente si procedeva ad un carico immediato anche al notevole torque di inserimento degli impianti nell’osso. La paziente manifestava un evidente entusiasmo dopo pochi giorni dalla consegna della nuova protesi inferiore e del riadattamento occlusale di quella superiore, raccontandoci come finalmente aveva potuto mangiare e masticare cibi che non degustava da anni!

1. SITUAZIONE

All’inizio del trattamento la paziente presentava disallineamenti dentali, affollamento e un rapporto non corretto tra le arcate, tipici della fase di crescita. Senza un intervento precoce, tali condizioni potevano evolvere in problemi funzionali ed estetici.

2. TRATTAMENTO

È stato pianificato un trattamento di ortodonzia fissa calibrato sull’età e sulla crescita della paziente. L’apparecchio ha guidato il corretto allineamento dentale, migliorando progressivamente l’occlusione e l’equilibrio funzionale delle arcate.

3. RISULTATO

Al termine del trattamento il sorriso appare armonioso e naturale, con denti allineati e funzione masticatoria corretta. Il risultato ottenuto rappresenta una base stabile per la salute orale futura, accompagnando in modo corretto lo sviluppo.

Questo caso clinico riguarda un trattamento di ortodonzia fissa in età adolescenziale, eseguito su una paziente di 13 anni, in una fase cruciale dello sviluppo dentale e scheletrico. All’inizio del percorso erano presenti disallineamenti dentali, affollamento e un rapporto tra le arcate non ottimale, condizioni frequenti durante la crescita ma da intercettare precocemente.

Intervenire tempestivamente in età evolutiva consente di guidare lo sviluppo dentale, riducendo il rischio di problematiche funzionali ed estetiche in età adulta. Il piano di trattamento è stato studiato in modo personalizzato, tenendo conto dell’età, della crescita e delle caratteristiche individuali della paziente.

Il trattamento di ortodonzia fissa ha permesso di allineare progressivamente i denti, migliorare l’occlusione e ristabilire un equilibrio funzionale stabile tra le arcate. Il controllo costante dell’evoluzione ha garantito un risultato efficace e duraturo.

Al termine del percorso, il sorriso risulta armonioso, ben proporzionato e funzionalmente corretto. Oltre al miglioramento estetico, il trattamento rappresenta una base solida per la salute orale nel lungo periodo, dimostrando come intervenire al momento giusto significhi accompagnare la crescita verso un equilibrio naturale.

1. SITUAZIONE

Il paziente presentava disallineamenti dentali, affollamento e un’occlusione non corretta, con effetti negativi sull’estetica del sorriso e sulla funzione masticatoria, oltre a maggiori difficoltà di igiene orale in età adulta.

2. TRATTAMENTO

È stato pianificato un trattamento di ortodonzia invisibile con allineatori trasparenti personalizzati, progettati per correggere progressivamente la posizione dei denti in modo discreto, confortevole e compatibile con la vita quotidiana.

3. RISULTATO

Al termine del trattamento il sorriso risulta più allineato e armonioso. L’occlusione è migliorata, la funzione masticatoria risulta più equilibrata e l’estetica complessiva del volto appare naturale e proporzionata.

Questo caso clinico riguarda un trattamento di ortodonzia invisibile con allineatori trasparenti eseguito su un paziente adulto. All’inizio del percorso erano presenti disallineamenti dentali, affollamento e un’occlusione non ideale, condizioni che in età adulta possono influire non solo sull’estetica del sorriso, ma anche sulla funzione masticatoria e sulla salute gengivale.

Nei pazienti adulti, una malocclusione può favorire usura dentale, difficoltà di igiene orale e sovraccarichi funzionali. Per questo motivo è stato pianificato un trattamento personalizzato di ortodonzia invisibile, studiato sulle esigenze estetiche e funzionali del paziente.

Gli allineatori trasparenti hanno consentito di spostare i denti in modo graduale, preciso e controllato, garantendo comfort e discrezione durante tutto il percorso terapeutico, senza interferire con la vita sociale e professionale.

Al termine del trattamento il sorriso appare più allineato, armonioso e naturale. L’occlusione risulta migliorata e la funzione masticatoria più efficiente. Questo caso dimostra come l’ortodonzia invisibile rappresenti una soluzione efficace per gli adulti che desiderano unire funzionalità, estetica e qualità della vita.

1. SITUAZIONE

Erano presenti carie sui denti posteriori, localizzate sulle superfici occlusali e interprossimali, con iniziale perdita di struttura dentale. La carie, se non intercettata in tempo, può progredire in profondità e indebolire il dente.

2. TRATTAMENTO

Dopo una valutazione clinica accurata è stata effettuata la rimozione selettiva del tessuto cariato, preservando il più possibile la struttura sana. I denti sono stati ricostruiti con otturazioni estetiche in composito.

3. RISULTATO

Il trattamento ha permesso di ottenere denti sani, funzionali e visivamente naturali. Le otturazioni risultano invisibili, con superfici armoniche e corretta funzione masticatoria, nel rispetto di un approccio conservativo a lungo termine.

Questo caso clinico riguarda un intervento di odontoiatria conservativa su carie occlusali e interprossimali dei denti posteriori. In fase iniziale il paziente presentava lesioni cariose già visibili, accompagnate da una perdita parziale della struttura dentale. La carie è una patologia progressiva che, se non trattata tempestivamente, tende ad avanzare verso gli strati più profondi del dente, aumentando il rischio di trattamenti più invasivi.

Dopo un’attenta valutazione clinica, il trattamento si è basato su un approccio minimamente invasivo. È stata eseguita la rimozione selettiva del tessuto cariato, con l’obiettivo di conservare quanto più possibile il dente naturale. La fase ricostruttiva è stata realizzata mediante otturazioni estetiche in composito, modellate con precisione per ripristinare forma, funzione masticatoria ed estetica.

Il risultato finale mostra denti perfettamente integrati dal punto di vista funzionale ed estetico. Le otturazioni sono invisibili, le superfici risultano armoniche e la masticazione corretta. Questo intervento conferma come la conservazione del dente naturale rappresenti sempre la prima scelta, quando le condizioni cliniche lo permettono.

1. SITUAZIONE

Il dente presentava lesione al colletto con perdita di smalto e dentina, gengiva alterata e sensibilità dentale, compromettendo estetica e armonia del sorriso rispetto agli elementi vicini.

2. TRATTAMENTO

È stata eseguita ricostruzione conservativa del colletto con composito estetico modellato per ripristinare profilo dentale e protezione della superficie esposta.

3. RISULTATO

Dente funzionale e protetto, con armonia estetica tra dente e gengiva, transizione naturale senza segni dell’intervento, migliorando sensibilità e aspetto complessivo del sorriso.

La paziente presentava una lesione al colletto dentale caratterizzata da perdita di smalto e dentina e alterazione del profilo gengivale, causando sensibilità e compromettendo l’estetica del sorriso. Dopo valutazione clinica, il dente è stato restaurato con ricostruzione conservativa in composito ad alta integrazione, modellato per ripristinare profilo dentale e rapporto naturale con la gengiva. Il risultato finale è un dente funzionale, protetto e armonioso, con transizione naturale tra dente e gengiva, migliorando estetica, comfort e sensibilità. Questo intervento di conservativa dentale rappresenta un esempio di come sia possibile recuperare denti compromessi mantenendo bellezza e funzionalità, valorizzando il sorriso senza ricorrere a soluzioni invasive.

1. SITUAZIONE

Donna di 37 anni con restauri in amalgama sui denti 45 e 46 eseguiti oltre venti anni prima. I materiali risultavano ossidati, con bordi irregolari e possibile rilascio di mercurio, creando un rischio funzionale ed estetico.

2. TRATTAMENTO

Rimozione protetta dell’amalgama sotto diga con aspirazione chirurgica e separatore nel filtro. Otturazione in composito stratificato del dente 45. Preparazione del dente 46 con protezione pulpare in idrossido di calcio e strato isolante in composito.

3. RISULTATO

Inserimento dell’intarsio dopo tre giorni con prova di precisione e cementazione sotto diga tramite bonding a due componenti. Rifinitura accurata dei margini ed eliminazione degli eccessi, ottenendo un restauro stabile, estetico e funzionale nel tempo.

Donna di 45 anni con restauri in amalgama di mercurio

Donna di 45 anni con denti 27 26 25 con restauri in amalgama di mercurio con bordi irregolari e ossidati. Rimozione dell’amalgama sotto diga con aspirazione chirurgica.

Presenza nel sistema aspirante di un filtro che trattiene l’amalgama per non inquinare l’acqua che va nel sistema fognario.

Otturazione con composito dei denti 25 27 con tecnica a strati. Preparazione della cavità del dente 26 e protezione delle zone più vicine alla polpa con idrossido di calcio.

Presa dell’impronta 2 giorni dopo consegna dell’intarsio. Prova dell’intarsio con rivelatore di pressione e cementazione sotto diga e con sistema di bonding a due componenti .

Eliminazione degli eccessi e rifinitura dei margini.

Controllo occlusale in centrica ed in lateralità e lucidatura finale

1. SITUAZIONE

Il dente presentava una grave perdita di struttura coronale dovuta a carie estesa e trattamenti precedenti. La compromissione strutturale lo rendeva debole e non idoneo a una semplice ricostruzione diretta, con alto rischio di frattura.

2. TRATTAMENTO

È stata eseguita la preparazione endodontica con rimozione del tessuto compromesso. Successivamente sono stati inseriti perni endocanalari per rinforzare la struttura residua e preparare il dente ad accogliere una corona definitiva.

3. RISULTATO

La riabilitazione si è conclusa con una corona definitiva stabile ed esteticamente integrata. Il dente ha recuperato resistenza, funzione masticatoria ed equilibrio estetico, garantendo un risultato duraturo anche nel lungo periodo.

Questo caso clinico riguarda un intervento di endodonzia avanzata con ricostruzione protesica su un dente gravemente compromesso. In fase iniziale la struttura coronale risultava fortemente danneggiata a causa di una carie estesa e di precedenti trattamenti, rendendo il dente fragile e a rischio di frattura se trattato con una semplice otturazione.

Dopo un’accurata valutazione clinica, si è proceduto con la preparazione endodontica, fondamentale per ristabilire la salute interna del dente e creare una base stabile per il restauro. Questa fase consente di eliminare il tessuto compromesso e prevenire future infezioni.

Per rinforzare la struttura residua sono stati inseriti perni endocanalari, utili a distribuire correttamente le forze masticatorie e aumentare la resistenza del dente nel tempo. Il dente è stato quindi ricostruito per accogliere una corona definitiva, progettata per integrarsi in modo naturale con i denti adiacenti.

Il risultato finale mostra un dente stabile, funzionale ed esteticamente armonioso. La corretta combinazione tra endodonzia, perni e corona ha permesso un recupero completo della funzione masticatoria e dell’equilibrio del sorriso, dimostrando come la precisione nella ricostruzione sia determinante quando la struttura dentale è fortemente compromessa.

 

1. SITUAZIONE

Alla prima visita il paziente presentava parodontite avanzata con abbondante tartaro sopra e sotto gengivale, gengive infiammate e sanguinanti e grave perdita di supporto osseo. Alcuni denti risultavano non recuperabili.

2. TRATTAMENTO

È stata eseguita un’igiene orale professionale profonda associata all’estrazione di tre elementi dentali compromessi. La rimozione selettiva è stata necessaria per eliminare focolai infettivi attivi e favorire la guarigione dei tessuti.

3. RISULTATO

Già dopo una seduta si osserva una netta riduzione dell’infiammazione gengivale e del tartaro. L’eliminazione dei denti non recuperabili ha ridotto la carica batterica, creando le basi per una terapia parodontale efficace.

Questo caso clinico riguarda il trattamento di una parodontite avanzata, una patologia infiammatoria cronica che colpisce gengive e osso di supporto dei denti. Alla prima visita il paziente presentava un quadro severo, caratterizzato da un massivo accumulo di tartaro sopra e sotto gengivale, gengive fortemente infiammate e sanguinanti e una grave compromissione del supporto osseo.

Alcuni elementi dentali risultavano ormai privi di prognosi favorevole, mantenuti in arcata esclusivamente da tessuti infetti. In questi casi, la conservazione forzata dei denti può aggravare la malattia parodontale e compromettere la salute dell’intero cavo orale.

Il trattamento ha previsto una seduta di igiene orale professionale approfondita, finalizzata alla rimozione dei depositi batterici, associata all’estrazione di tre elementi dentali non recuperabili. La rimozione selettiva dei denti compromessi è stata fondamentale per eliminare focolai infettivi attivi e permettere ai tessuti gengivali residui di avviare un corretto processo di guarigione.

Già dopo un’unica seduta si è osservato un miglioramento clinico significativo, con riduzione dell’infiammazione, diminuzione del tartaro e gengive visivamente più sane. Questo approccio rappresenta spesso il primo passo indispensabile nella gestione della parodontite avanzata, creando le condizioni ideali per una terapia parodontale efficace e per una futura riabilitazione funzionale ed estetica.

1. SITUAZIONE

Paziente di 60 anni con denti gravemente compromessi dalla parodontite, perdita ossea e alcuni impianti non più recuperabili.

2. TRATTAMENTO

Rimozione degli elementi compromessi, inserimento di nuovi impianti, ricostruzione dell’osso e sedazione profonda. Denti provvisori fissi consegnati lo stesso giorno.

3. RISULTATO

Protesi definitiva in ceramica su entrambe le arcate, funzione e estetica ripristinate. A 10 anni tutto stabile, senza usura né complicanze.

Caso iniziato nel 2010. Paziente uomo di 60 anni con estrazione dei denti parodontali ed inserimento di 8 impianti in sedazione profonda. 4 impianti già presenti vengono lasciati in sito mentre 2 impianti vengono estratti. Nel corso della chirurgia si procede a rigenerazione di osso perduto per patologie parodontali o di atrofia da estrazione remota.

Si caricano gli impianti con 2 bloccaggi provvisori stesso giorno dell’intervento utilizzando anche gli impianti già osteo-integrati. Dopo un anno di terapie si procede alla consegna del manufatto ceramico di entrambe le arcate.

A distanza di 10 anni dall’esecuzione della terapia il paziente non presenta usura della protesi ne alterazioni dell’osso o dei tessuti molli intorno agli impianti.
Il paziente segue uno scrupoloso programma di igiene ogni 4/6 mesi con controlli occlusali e radiografici annuali.

1. SITUAZIONE

Colorazione dentale scura e disomogenea che riduceva l’espressività del sorriso e ne comprometteva la percezione estetica complessiva.

2. TRATTAMENTO

Sbiancamento dentale professionale personalizzato, modulato in base alla risposta dei denti, per ottenere un miglioramento progressivo e controllato.

3. RISULTATO

Sorriso più uniforme e brillante, denti dall’aspetto sano e naturale, ben integrati con labbra e viso, senza stravolgere l’estetica.

Il paziente presentava una colorazione dentale scura e disomogenea, che attenuava l’espressività del sorriso e ne alterava l’impatto estetico. È stato eseguito uno sbiancamento dentale professionale personalizzato, calibrato sulle esigenze estetiche e sulla risposta individuale dei denti, per garantire un risultato progressivo e sicuro. Al termine del trattamento, il sorriso appare più uniforme, luminoso e armonioso, con denti dall’aspetto sano e naturale, perfettamente integrati con labbra e viso. Lo sbiancamento professionale rappresenta una soluzione efficace per migliorare il sorriso senza effetti artificiali, rispettando la naturalezza dei denti.

1. SITUAZIONE

Paziente maschio di 34 anni con ipofluorosi dentale che ha comportato una perdita di estetica nel settore frontale.

2. PREPARAZIONE FACCETTE

Preparazione dei denti superiori dal 13 al 23 previa impronta e presa di colore per eseguire delle faccette provvisorie da cementare al momento della preparazione.

3. RISULTATO FINALE

Impronta di precisione ed esecuzione di 6 faccette in ceramica ibrida. Cementazione dopo 7 giorni

Non sempre è necessaria la copertura di un dente con una corona. Quando il dente è sano, ma presenta degli aspetti di colore o di forma che non soddisfano il paziente, si può ricorrere ad una preparazione minima del dente (lasciando il resto integro) e ricostruire a nostro piacimento la parete che abbiamo rimosso con una faccetta in ceramica, allumina o disilicato.

Nel caso di un dente molto danneggiato ma con una parte ancora sana, si ricorre agli intarsi in composito, ceramica o zirconio che con tecnica adesiva ci permettono di ricostruire il dente con un perfetto mimetismo.

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